|
Storia
Il paese di Sassello, assurto a città per regio
decreto nel 1815, vanta una storia plurisecolare non scevra di episodi
di grande rilievo. Il suo nome sembra comparire per la prima volta in
un documento firmato dall’imperatore Ottone II, quando nell’anno 967,
concedeva in feudo questo ed altri territori al marchese Aleramo, e vede
scorrere il tempo con l’edificazione della prima abbazia cistercense nel
1120 a Tiglieto (oggi comune autonomo in provincia di Genova) e rendendosi
teatro di ripetute lotte di potere tra i Principi di Piemonte e la Repubblica
di Genova, lotte che sono culminate con l’ultima distruzione e saccheggio
di Sassello nel 1672 da parte delle truppe dei Savoia. Ancora oggi queste
zone sono felice meta di storici in cerca di reperti della battaglia napoleonica
di Montenotte, svoltasi a pochi chilometri da Sassello. Di grande interesse
sono pure gli scritti molto particolareggiati del prefetto napoleonico
Claude Chabrol governatore del dipartimento di Montenotte, che grazie
alla sua opera statistica, pubblicata a Parigi nel 1824, ci permette di
avere un quadro preciso e altrimenti insperato sull’economia e sul tessuto
sociale delle nostre zone. Ai giorni nostri, abbandonata in parte l’originaria
attività prima prevalentemente agricola e poi anche industriale (i bassiforni
per la produzione del ferro dal XVII al XIX secolo e, più di recente,
le filande di lino e la bachicoltura sino alla metà del XX secolo) conserva
in parte la tradizione legata alla terra e alla silvicoltura (una volta
legata alla coltivazione del castagno, ora solo al legname da ardere e
per edilizia), Sassello vede inserita con orgoglio dal 1860 la tradizione
dolciaria dell’amaretto tenero, esportato oggi anche oltre oceano e prodotto
da alcune piccole industrie alimentari che tanto contribuiscono al tessuto
sociale del paese garantendo l’occupazione ed il reddito a buona parte
delle famiglie.
Arte
Di certo Sassello offre di più di quanto ci si possa
aspettare di solito da un piccolo comune montano, e permette al visitatore
di scoprire le più o meno evidenti tracce della storia più che millenaria
del paese. Una visita al locale Museo Perrando permette già di visionare
i reperti dal paleolitico al neolitico (punte di freccia e asce in bronzo),
e ci porta in fretta al medioevo grazie ai ruderi - già oggetto di scavi
parziali – dei due castelli, risalenti al XIII e al XV secolo rispettivamente.
Numerose le chiese, dalla prima parrocchiale di S. Giovanni Battista alla
chiesa cosiddetta dei frati (ex convento) all’attuale parrocchiale tipicamente
barocca terminata nel 1725.
Cultura
Grazie
alla sua storia recente ed alla sua realtà borghese iniziata
con l'attività delle ferriere documentata a partire dal XV secolo
(lavorazione del minerale grezzo nei bassiforni e produzione di ferro
semilavorato per uso locale e, soprattutto, esportazione), Sassello
ha potuto godere di un periodo di prosperità e ricchezza unico
nel suo circondario. Questa situazione ha permesso un non indifferente
sviluppo delle arti e della cultura locale. Un interessante esempio
sono le pasquinate, componimenti satirici probabilmente ispirati alla
nota realtà papale del '500 e traslata a Sassello almeno a partire
da XVIII secolo (documentata dal 1782). Si tratta di componimenti prevalentemente
in versi ma anche in prosa, redatti sia in italiano che in sassellese
ancora oggi, tradizionalmente affissi durante la notte sui muri del
paese ma anche inviati per posta direttamente a casa. BandierArancione
ha presentato il
12 agosto 2007 in anteprima a Sassello
uno speciale in tema: il libro "LE
PASQUINATE A SASSELLO - Satira e irriverenza come cultura popolare".
Autrice la nostra coredattrice Caris Blasutigh; la pubblicazione è
stata patrocinata dalla Provincia di Savona. Numerose
sono anche le tradizioni di carattere religioso, come la "Scala
Santa" del Venerdì Santo e la processione del Corpus Domini
con la caratteristica infiorata per le vie del paese.
Natura
Con i suoi oltre 100 chilometri quadrati di territorio prevalentemente
boschivo, di cui buona parte inserita nel Parco Naturale Regionale del
Beigua, è uno dei Comuni più estesi della Liguria, le cui qualità ambientali
sono state di recente certificate dalla stessa Regione con l’assegnazione,
primo Comune in Italia, della Bandiera Arancione, marchio ora gestito
dal Touing Club Italia. Sassello è ubicato sul versante nord dell’appennino
ligure e dello stesso massiccio del Beigua, ed il clima risente pertanto
- ben più di quello tipicamente mediterraneo della mite riviera ligure
- della fredda influenza dei venti di tramontana, pur non potendo impedire
al vento di mare di alleviare le temperature e di sciogliere in pochi
giorni le di solito abbondanti nevicate invernali. Con un’altitudine variabile
dai 380 metri del capoluogo sino ai 1287 metri della vetta del Monte Beigua
ed una serie di diverse tipologie di suoli, alterna boschi di conifera
a boschi di castagno e spettacolari faggete, sino al rarefarsi in terreni
prativi e nude rocce al raggiungimento delle più alte vette. Per questo
e per molti altri motivi, tra cui la ricchezza di fossili e la facilità
di piacevoli incontri con la fauna locale, è questa zona meta di serene
immersioni nella natura alla scoperta della gioia di vivere e del proprio
appartenere ad un ambiente purtroppo spesso trascurato dai tanti impegni
cui ci obbliga la vita moderna.
Turismo
Se
Sassello è "città" per dignità storica,
senz'altro è anche "paese" per il suo stile di vita,
dove tutti conoscono tutti nei tipici equilibri di una grande famiglia,
in grado di offrire tutti quei servizi di cui tanto un residente quanto
un turista possono avere bisogno. Se non mancano i principali esercizi
commericiali, dai panifici agli alimentari, da frutta e verdura fresche
a giornalaio, tabacchino, librerie, farmacia e piccoli supermercati, da
posta e banca a officine per auto e stazioni di servizio, nemmeno potevamo
mancare ristoranti, pizzerrie e bar, e tutto nel raggio di pochi metri.
Per passare le ferie, oltre a numerosi hotel distribuiti nell'intero territorio
comunale, non mancano anche numerosi Bed and Breakfast (uno per tutti
la sede della nostra associazione, il B&B
Villa Bergami) e appartamenti
o case individuali locabili per le ferie privatamente o tramite agenzie
immobiliari.
|
Questa area geografica di indiscutibile interesse
naturalistico, inserito nel 2005 nell'elenco dei Geoparchi europei dell'UNESCO,
non può fare a meno di colpire grazie alla sua magica posizione a ridosso
del mar ligure, cosa che permette al visitatore - escursionista appassionato,
geologo o tranquillo turista in automobile che sia - di ammirare un paesaggio
di tipica struttura alpina a pochi passi dal mediterraneo. Ma la storia
geologica di queste montagne, strettamente legata all’orogenesi alpina
e pane degli studiosi di geologia, non è ovviamente la sola cosa che affascina
i visitatori, e si affianca alla posizione incantevole che permette di
poter ammirare da altitudini non elevatissime (non si raggiungono i 1.300
metri) orizzonti che spaziano dalle Alpi Marittime, sino al Monte Rosa,
e dalla Riviera Ligure - tra le Cinque Terre e l’Isola Gallinara - sino
alla Corsica. Se a ciò si aggiunge una natura di incredibile varietà,
che passa dalla vegetazione mediterranea delle pendici marittime alla
modesta vegetazione dall’aspetto decisamente alpestre dei rilievi più
alti, sino ai boschi di faggio e castagno dei ben più docili pendii settentrionali,
il fascino di questo spartiacque tra il mediterraneo e la pianura padana
è indiscutibile.
Ogni stagione
è buona per poter ammirare diverse ed irripetibili peculiarità del Parco
del Beigua.
L’inverno, quando è ben
comprensibile come la povera vegetazione dei rilievi stenti a farsi spazio
su di un substrato roccioso ben poco favorevole alla vita. Qui il clima
estremo è caratterizzato da gelidi venti invernali settentrionali che,
scontrandosi con l’aria umida del versante marino, causano il curioso
e spettacolare fenomeno della galaverna, con il vapore acqueo cristallizzato
su ogni superficie con lunghi aghi di ghiaccio;
la
primavera, quando
allo sciogliersi delle nevi cominciano a rinverdirsi i magri pascoli e
sembra quasi che la mitezza del mare voglia risvegliare la natura sino
ai rilievi più alti permettendo a rare ed uniche specie floreali di ravvivare
le altrimenti nude rocce, solcate per l’occasione da vivaci e rapidi torrenti
che si insinuano in profonde gole da loro stessi scavate nel corso di
chissà quanti secoli;
l'estate, quando il sole
fa splendere appieno la vegetazione pur non potendo impedire alla notte
di abbassare le temperature sino quasi allo zero sulle zone più alte,
e permette ai caprioli di riconquistare i boschi prima innevati, a ghiandaie,
upupe e rapaci di riprendere possesso di una zona sino a poco prima quasi
sterile e impraticabile;
l'autunno che, affascinandoci
con i suoi colori, dona gli ultimi frutti di bosco e fa comparire, dopo
le prime piogge, innumerevoli specie di funghi lasciando intravedere nel
contempo, con le sue limpide giornate, i più bei panorami senza ostacolo
alcuna alla nostra vista. |